Enrico Ruggeri

Esclusiva intervista a...

A cura di Angelo Quatrale - Speaker Radio Fiume Ticino

In esclusiva per i nostri lettori, proponiamo un’intervista con Enrico Ruggeri, in occasione dell’uscita del nuovissimo CD, dal titolo “Un viaggio incredibile”, che contiene 9 brani inediti, compreso il pezzo cantato al Festival di SanRemo l’anno scorso “Il primo amore non si scorda mai”. Un disco doppio, bello corposo e di grande sostanza, che contiene un bell’omaggio a David Bowie. È una selezione dei suoi brani del periodo dal 1986 al 1991 riarrangiati. Appena prima dell’inizio del suo tour ci ha concesso questa intervista, dopo essere diventato cittadino onorario di Marotta (Italia) ed aver partecipato all’ultimo CD di Mimmo Locasciulli (nel brano “Confusi in un playback”, cantato anche con Ligabue).

 

Una cosa che ci tengo sempre a sottolineare, è la differenziazione tra la brutta e la bella musica. Noi in cuor nostro, vogliamo assolutamente parlare solo di quella bella. Ci sono delle persone ed artisti, che hanno scritto dei capolavori. Parliamo di storia, del presente musicale e del futuro di un cantautore, che fa tantissime cose e tutte molto bene... in due parole: Enrico Ruggeri. Grazie molte per l’intervista. Ci parli di questa tua ultima produzione, molto fresca. Ero venuto al Casinò di Campione d’Italia, a seguire una tua data del tuo ultimo tour (“Pezzi di vita”) ed ora “Un viaggio incredibile”. Veramente un gran periodo per la tua creatività, cosa dici?

Grazie molte. È un album che prosegue ”Pezzi di vita”, infatti hanno delle copertine con la stessa ambientazione, come se fosse una duologia. Il CD è doppio, dove ci sono dei brani che vanno dal 1986 al 1991, rivisitati. Si passa da “Rien ne va plus” al “Portiere di notte”, da “Quello che le donne non dicono“ ai ”Dubbi dell’amore”, fino ad arrivare a ”Ti avrò” e “Peter Pan”. Ci sono anche 9 brani inediti, tra cui quello di SanRemo 2016, e un omaggio a David Bowie con 4 canzoni. Sicuramente un album particolarmente corposo, con 29 canzoni. “Pezzi di vita” comprendeva canzoni dal 1980 al 1985.

Per quanto riguarda la tua attività live non ti sei mai fermato e sei in partenza in questi giorni, per un tour teatrale importante. Un CD il tuo, che come sempre, “arriva” alla gente, perché è fatto col cuore. Il lavoro che fai nella creazione, è volutamente sempre innovativo come scelta, o le composizioni “vengono fuori” cosi, senza confini, libere, pronte ad essere colte?

Ho un grande vantaggio: ho un mio studio di registrazione e quindi non ho l’esigenza di farmi venire delle idee quando ho prenotato un set di registrazione. Vado li e vedo cosa succede. Con musicisti fidatissimi, primo tra tutti Luigi Schiavone, iniziamo a lavorare senza grossi problemi. Per quello che riguarda le rivisitazioni delle canzoni del passato, il tutto è stato abbastanza semplice . Sono canzoni che abbiamo suonato tutti questi anni, che sono “cresciute“ e cambiate con noi. In un mese circa di lavoro le abbiamo incise. Per le canzoni nuove chiaramente la cosa è diversa. Le ascolti, le suoni, le arrangi, le cambi, la molli per un po’, ne fai un’altra... una settimana dopo la riprendi e la ascolti a “mente fredda”. L’obiettivo principale è quello di avere un suono diverso, personale, che non assomigli a quelli stereotipati della musica italiana di oggi, che onestamente è molto uguale.

Hai poi ripreso a suonare la chitarra nei concerti. Hai partecipato a SanRemo un varie volte, anche come ospite. A questa manifestazione canora, si partecipa sempre nella stessa maniera? Mi spiego, un cantante come te che ha sempre moltissimo da “dire” e che calca i migliori palcoscenici d’Italia e non, pensa allo show del festival con un approccio differente col passare degli anni?

Il discorso del festival è molto semplice. Durante la settimana sanremese, c’è un “concentrato di promozione“ che normalmente avviene in 6 mesi. Ed anche per il mese successivo c’è quasi un interesse spasmodico. Quando hai dei grossi progetti in cantiere (il disco in uscita, una trasmissione a Radio 24, il tour 2017, a giugno poi uscirà un mio nuovo romanzo), quella vetrina è perfetta per guadagnare tempo, ed una volta fatto, ti dedichi all’arte, ai progetti quelli veri.

Per quello che riguarda la tua trasmissione radio “il falco e il gabbiano”, come la imposti dal punto di vista giornalistico? Sei molto “live”, ragioni molto sugli argomenti, ci studi tanto?

Bella domanda. Secondo me è una via di mezzo. Io scelgo un personaggio che mi interessa e che conosco abbastanza, dopodichè mi affido ad un autore di riferimento, che poi mi aggiunge dei suoi punti di vista (un ”taglio” differente). Io poi scelgo le musiche e diciamo con questo canovaccio, vado in scena. Accendo il microfono e racconto il tutto nella maniera che ritengo interessante, come se alla fine dovessi ascoltarla io alla radio. In questa maniera si vedono le cose, sotto vari aspetti .

Hai scritto capolavori da sempre e dagli inizia della tua formidabile carriera. Mi ricordo di averti incontrato dopo un concerto di Ron, nella vicina Lombardia nel Bar dove c’era Anche Rosalino Cellamare e te con i “Decibel”. Sin dalle prime canzoni, hai iniziato da subito a scrivere molto bene, come i calciatori che dall’inizio carriera fanno goals sempre. Hai tanti estimatori e ne avrai sempre sempre di più, in quanto i pezzi sono molto belli. Nei confronti del pubblico, pensi sempre alla fruizione musicale o no? Per esempio quando componi, poi fai sentire i brani a delle persone di fiducia ed in base al riscontro cambi delle cose o meno?

In realtà no. L’ascoltano quelli che partecipano al CD e 2-3 collaboratori. Stefania Alati che è il mio punto di riferimento principale, Marco Poggioni, che è un vecchio amico che mi organizza i concerti. In tutto al massimo 6-7 persone. In realtà l’artista, se è un artista vero, deve fare quello che gli pare. Se poi il disco vende e la gente viene ai concerti, sei molto contento. Per cui c’è sempre una mediazione, tra il desiderio di fare quello che vuoi e l’incontrare altre “anime” che possono essere coinvolte da quello che fai.

In questi anni la musica è cambiata tantissimo. Io intervisto un po’ artisti di tutto il mondo. Alcuni cantanti chiamati della vecchia guardia, solo perché sono partiti prima anagraficamente a comporre, molto spesso sono molto arrabbiati col mondo del web musicale, perché ha ridotto i guadagni a livello di royalties. Le generazioni artistiche più giovani, sono invece più vicine a questo mondo. Tu che contemporanente sie nato artisticamente tanti anni fa, ma sei anche modernissimo nelle composizioni, cosa dici?

Diciamo con il web, teoricamente chiunque può essere conosciuto da tantissime persone e fa sembrare che tutto sia raggiungibile. Il rovescio della medaglia è che gli introiti sono crollati e le case discografiche non hanno più soldi da investire. Si rivolgono quindi ai talent shows ed a delle scorciatoie. In questo senso per adesso la situazione è negativa . Vedremo in futuro.

Il tuo show è notevole, ma penso anche difficile da allestire. Mi spiego. Parlando solamente delle hits e dei singoli, col numero di dischi che hai inciso non riesci probabilmente a cantarle tutte in uno show. Per il tour che partirà tra qualche giorno come farai?

Hai ragione è un bel casino. Il segreto è probabilmente cambiare sempre. Ogni sera togliere un brano ed aggiungerne un altro e cercare di intuire che andamento prenderà la serata. Una grossa fortuna, è anche che ho una band che in qualsiasi momento, non ha problemi a cambiare la scaletta in tempo reale.

Un’ultima domanda. So che sei presissimo ed anche a livello promozionale, le interviste diventano un altro tour. Se in questo momento tu dovessi segnalare tre artisti, importanti a livello di nuove proposte su scala mondiale, che nomi faresti?

Direi anche se non nuovissimo Noel Gallagher sta facendo cose molto interessanti. Anche Demon Albarn, tra Blur e Gorillaz produce bene. Mi piacciono anche i “Sistem of a down”.

Ti ringrazio veramente molto. Anche per le tutte le persone molto giovani che ci seguono, consiglio tutti i dischi di Enrico Ruggeri, compreso gli ultimi due: ”Pezzi di vita ed “Un viaggio incredibile”. Come si dice in ambiente giornalistico le canzoni vengono composte ed incise dall’artista, ma poi appartengono a tutti noi .

Presto altra intervista per il nuovo CD dei Decibel.
www.enricoruggeri.me