Dalla Mongolia al Monte Boglia: un incontro speciale


Di Paola Cerana

Quando mi avventuro su per qualche montagna del Cantone spero sempre di non incontrare gente. La bellezza dell’arrampicata sta anche nel silenzio, nella solitudine o, tutt’al più, nella compagnia di chi condivide il nostro stesso ritmo. Ma questa volta, la mia recentissima escursione sulle assolate pendici del Monte Boglia mi ha riservato davvero una lieta sorpresa: un incontro speciale. A circa metà cammino, partendo a piedi da Cureggia, scorgo tra le fronde ancora nude dei faggi, una sagoma ben nota e di certo inconfondibile.

La piccola grande Donna della Leventina


Di Paola Cerana

Oggi la montagna mi ha aperto le sue braccia in maniera inattesa. Ad accogliermi, il sorriso sincero di una Donna, di cui avevo finora solo sentito ben parlare. Già al primo sguardo la percepisco famigliare, affine, amica e d’istinto mi piace. Mi trovo a Catto, in una Val Leventina abbondantemente imbiancata e leccata da un sole primaverile che invita a incamminarsi per i sentieri con il piacere del sudore sulla fronte. Ma prima mi soffermo sul piacere di quest’incontro molto “speciale”.

La Regina delle Nevi e il dio del Sole


Di Paola Cerana

“Se si deve percorrere con lo sguardo una superficie ghiacciata, si guarda in maniera diversa. Si lascia che i particolari vadano fuori fuoco a vantaggio dell'unità…”.
È una frase recuperata dal romanzo di Peter Høeg, Il senso di Smilla per la neve, che negli anni ’90 riscosse un grande successo, anche come film. Mi è tornato alla mente ieri, quando mi sono avventurata in una delle mie escursioni, spingendomi questa volta nel bianco assoluto del Passo del Lucomagno, a oltre 1900 metri, là dove il Canton Ticino sposa il Canton Grigioni.